La costa verde è così chiamata per via della ricchissima vegetazione di lentischio, ginestra, corbezzolo e ginepro che scende dalle montagne fino al mare fra valli e dune di sabbia. Si estende sulla costa occidentale dell'isola per circa 47 chilometri, in un susseguirsi di chilometriche e splendide spiagge, interrotte da cale rocciose, scure ed imponenti scogliere che scendono a picco sul mare e deserti di sabbia intercalati dalla profumata macchia mediterranea.
Tutt'intorno monti ed arbusti modellati dal migliore fra gli scultori: il vento. Non è raro infatti incontrare ginepri o altri arbusti piegati quasi fino al suolo come in un elegante inchino ad una natura ancora incontaminata e regale che non chiede altro che essere rispettata.
La spiaggia di Torre dei Corsari, nella magnifica Costa Verde, si presenta con un fondo di sabbia color ocra, è orlata da alte dune, ed è lambita da un mare dal colore verde-turchese. La spiaggia si estende per circa 1,5 km fino alla località di Pistis. Il colore candido e dorato della sabbia tende a contrastare fortemente con il paesaggio circostante, dove risalta il verde della fitta macchia mediterranea che ricopre le colline sui tre lati dell'entroterra (nord, est e sud). Le sue acque sono di un azzurro cangiante per i giochi di luce creati dal sole riflesso sul fondale. Un effetto cromatico suggestivo è offerto dalla mescolanza del dorato della sabbia, del colore delle rocce, dell'azzurro intenso del mare e dal tappeto di vegetazione tipica della macchia mediterranea che ricopre le colline alle sue spalle. Sono da segnalare in questa zona le spiagge di Piscinas con le sue grandi dune e la spiaggia di Scivu.
Un elemento di fascino del territorio è anche legato alla sua passata cultura mineraria: Ingurtosu, Montevecchio e Buggerru sono stati dei centri minerari importantissimi da cui proveniva circa il dieci percento della produzione mondiale di piombo e zinco. In seguito alla chiusura delle attività produttive ed al conseguente abbandono del territorio da parte di attività umane, la natura ha avuto modo di prendere la sua rivincita, sviluppandosi in modo spettacolare, fino a dare luogo ad un ecosistema unico. I ruderi dei villaggi e dei palazzi minerari abbandonati, delle gallerie dove ancora riecheggiano i passi dei minatori che lì lavorarono, sono oggi veri e propri monumenti di archeologia mineraria che con il loro fascinoso silenzio si incastonano in un ecosistema che offre paesaggi fra i più affascinanti di tutto il bacino del Mediterraneo, attribuendogli un'atmosfera unica.
Queste aree sono diventati dei veri e propri monumenti, dichiarati dall'UNESCO Patrimonio culturale dell'Umanità.
